Barcellona: il Roscòn de Reyes

La tradizione del Natale a tavola

E’ il ‘ciambellone dei Re Magi’ ed è il dolce tipico della Spagna che allieta il pranzo dell’Epifania. Consisite in un impasto di pasta molto soffice, preparato con fichi, datteri e miele, decorato con zucchero e frutta secca o candita, e poi cotto al forno. Il risultato della consistenza è molto simile al pan biorché che ha un aromatico profumo d’arancia. Custodisce al suo interno una piccola sorpresa di Natale.

Si tratta di uno dei dolci più antichi delle festività spagnole, fatto in occasione della festa più allegra che gli spagnoli stessi celebrano: il 6 gennaio; il giorno in cui tradizionalmente avviene lo scambio dei doni. Già durante la vigilia della Befana, infatti, carri allegorici e personaggi fatnastici si vedono sfilare per le vie del centro, offrendo leccornie e ogni ben di Dio, compreso il famoso torrone catalano. La tradizione vuole che il roscón contenga al suo interno una sorpresa, e che chi la trovi abbia fortuna per tutto l’anno nuovo. In tempi più recenti nell’impasto viene inserita anche una fava, che invece sta a indicare ‘la malasorte’: il commensale che la trova dovra anche pagare per il dolce. Come molte delle tradizioni gasronomiche cristiane, anche questa viene da un’antica ricetta pagana, anche se poi il nome ne ha totalmente mascherate le origini. Al tempo dell’antica Roma, sarebbe stato il Dio Saturno a beneficiare di queste offerte votive, durante le festività in suo onore, le ‘Saturnali romane’: per l’occasione le massaie preparavano, infatti, torte rotonde farcite con i frutti che la tradizione Mediterranea offriva (fichi, datteri miele) e che poi venivano distribuite tra plebei e schiavi. Nel III sec. d. C. venne poi introdotta nell’impasto la fava secca: chi la trovava diventava il re dei re per un giorno! Questo dettaglio goliardico è ovviamente rimasto nella tradizione spagnola, che però ha sostituito la fava con una statuina del re o più in generale con una sorpresa; chi invece – in tempi piùr recenti – trova la fava pagherá il roscón l’anno seguente.

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