San Candido, un viaggio alla scoperta dello speck e dei vini del Trentino

Preparate i bagagli e le papille gustative: l’Alta Val Punteria unisce un paesaggio naturale unico al mondo a una tradizione gastronomica di altissimo livello, per una vacanza in grado di rigenerarvi completamente.

Piste da sci e slittino eccellenti, ampi parchi per snowboard, innumerevoli rifugi accoglienti, sentieri per passeggiare sulle ciaspole o con gli sci di fondo immersi in un ambiente naturale incontaminato, l’unico recinto italiano in cui ammirare le renne, rinomati centri wellness che offrono originali bagni al latte, di fieno o di mela, nonché trattamenti alla castagna, alle vinacce o al pino mugo.

È questo lo scenario incantato dell’Alta Val Pusteria, al confine con l’Austria nell’Alto Adige nord orientale, e in particolare di San Candido, che attira ogni anno numerosi turisti grazie alla sua “doppia faccia”: da un lato, tranquilla località di villeggiatura, dall’altro punto d’incontro cosmopolita con un’offerta molto diversificata per rigenerare corpo e mente in un paesaggio di montagna curato e protetto.

Ma l’offerta turistica dell’area non ha tra i punti di forza solo le spettacolari vette dolomitiche e la varietà delle piste, ma anche la tipica ospitalità della vallata, a cominciare da una cucina da veri gourmet con gustose ricette, che alternano piatti tipici della tradizione culinaria sudtirolese e originali rivisitazioni di piatti nazionali.

L’Alto Adige è infatti una delle mete da sogno di ogni buongustaio, tappa obbligata per chiunque decida di coniugare il relax della vacanza al piacere di una cucina genuina e gustosa, puntando su tour enogastronomico che abbia come tana un hotel a San Candido, dal quale poi partire lungo i percorsi consigliati, e scegliendo la sistemazione più adatta alle proprie esigenze su siti come Expedia.

La cittadina è infatti la patria dello Speck dell’Alto Adige IGP, il salume affumicato che era consumato dai contadini, costituendo una essenziale fonte di energia durante i lavori nei campi, assurgendo poi a protagonista di banchetti in occasione di festeggiamenti e cerimonie. Non a caso, è al centro della Brettljause, la tipica merenda altoatesina consumata e offerta come simbolo di ospitalità ancora oggi nei masi e nelle baite, che consiste in un tagliere con speck, appunto (che deve essere rigorosamente ben stagionato e servito in un pezzo intero largo circa 3 cm, successivamente tagliato a pezzetti), salsicce, formaggi tipici e cetrioli, accompagnato da pane casereccio e birra o vino.

Altro elemento irrinunciabile, da provare assolutamente, sono proprio gli eccellenti vini. L’Alto Adige vanta infatti ben tre vitigni autoctoni: il Gewürztraminer, un bianco profumato e molto aromatico, la Schiava, rosso leggero, fresco e fruttato; il Lagrein, rosso corposo. Un successo testimoniato anche dalle valutazioni dei critici enologici delle Guide de L’Espresso, che hanno assegnato le tre stelle – massimo riconoscimento riservato ai “vini d’eccellenza” – a ben 23 etichette altoatesine.

Accanto a questi due elementi, punte di diamante dell’Alto Adige e di San Candido, c’è poi una serie di prodotti tipici che fanno sicuramente gola, dai formaggi di malga ai salumi artigianali, dagli ortaggi biologici alle varietà di pane, fragranti e gustose come il tradizionale Vinschger Paarl e lo Schüttelbrot, e poi ancora miele, le “Köstn” (le caldarroste), molte piante officinali e aromatiche e lo squisito yogurt di Vipiteno. Menzione speciale per le mele della Val di Non, ottime sia nell’aspetto che nel gusto e riconoscibili immediatamente per l’inconfondibile aroma e il sapore particolare, che vengono coltivate nel rispetto dell’ambiente, usando prodotti biologici ed ecologici al posto di  fertilizzanti e disinfestanti chimici.

In autunno c’è il trionfo della tipicità con il tradizionale Törggelen, durante il quale si assaggiano il “Sußer”, il mosto, oppure il “Nuier”, il vino novello, accompagnandolo con castagne, speck e ù altre specialità locali, come ad esempio i classici Canederli allo Speck, la zuppa d’orzo o il Gröschtel, e concludendo il pasto con un dolce come Strudel o Krapfen, arricchito dal gusto delle mele locali.

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