Shopping con gusto a Buenos Aires

Scarpe comode, tacchi bassi, e via… alla scoperta dei quartieri che hanno fatto la storia della capitale Argentina: iniziate la giornata con un desayuno abbondante a base di tres medialunas, café con leche y zumo de naranjala tipica colazione porteña, che si trova in ogni caffè di Buenos Aires.

 Così diversi tra loro, i barrios della capitale hanno in comune il fatto di avere un’unica alma latina, caratterizzata da un melting pot di suggestioni, culture, determinanti sociali che si riversano anche a tavola. Tutto questo è evidente in ciascun quartiere, con peculiarità e tradizioni proprie.

San Telmo è il barrio della nostalgia: nostalgia per il cinema muto di Charlie Chaplin, per le note della musica popolare degli anni Quaranta, per la vecchia squadra di calcio del cuore, per tutto ciò che i porteños hanno lasciato oltremare. Compresa la cucina. La pizza, per esempio, viene riproposta in modo del tutto originale in una ricetta tipica: il matambre a la pizza. Dopo aver percorso in lungo e largo l’Avenida Defensa, la chilometrica via lungo la quale si snoda tutto il barrio di San Telmo, a caccia di cimeli di vecchi marinai, foto ricordo, musicassette ed LP, dizionari di lunfardo, fermatevi all’altezza del civico 963, presso la Vieja Rotiseria de Nonno Bachicha (Defensa 963) e ordinate questa specialità di evidente influenza italiana. Il ‘matambre’ indica il taglio della carne, normalmente di manzo, quello sopra le costoleun temposcartato (il nome deriva da ‘matar’ uccidere – facile l’assonanza con la parola ‘mattatoio’), poi cotto nel latte, dunque ricoperto con salsa di pomodoro e abbondante mozzarella.

Se siete a caccia di oggetti di autentico artigianato locale, non dovete mancare l’appuntamento con la feria locale della domenica mattina: concentrata soprattutto in Plaza Dorrego, la Feria di San Telmo riunisce il meglio della tradizione e dell’eccentricità argentina: accanto a bizzarri oggetti e accessori vintage figurano, per esempio, autentiche scarpe da tango anni Trenta, abiti double face di nuovi stilisti emergenti che utilizzano la Feria come banco di prova delle loro proposte. Alla feria poi si può trovare l’oggetto cult di tutta l’Argentina: il mate, ovvero, la coppa nella quale si prepara e si beve la yerba mate, quella bevanda un po’ eccitante che gli argentini portano con sé ovunque, in un termos, e che sostituisce in pratica la pausa-sigaretta degli europei.

 Bevuta con l’ausilio della bombilla (sorta di filtro con cannuccia in argento), può essere anche aromatizzata con buccia d’arancia. Provare per credere! Ottimo mate, anche per turisti inesperti e neofiti, si beve al Divino Mate (Balcarce 1053), bar di tendenza dove è anche possibile acquistare tutto il necessario per farlo a casa.


La Boca si raggiunge anche a piedi, proseguendo lungo la Avenida Defensa, attraversando un parco e costeggiando il mitico stadio di calcio La Bombonera, la cui storia è intrecciata a doppio filo con il Boca Junior. Luogo di culto per tutti gli appassionati, lo stadio è attorniato da negozi e stand che offrono una serie infinita di gadget della squadra, dalla maglietta originale del Boca fino all’intimo femminile con i colori giallo-rosso. I cultori del genere non possono mancare una tappa per degustare il nobile caffè nel leggendario ristorante El Obrero,luogo d’incontro per i tifosi di calcio argentino e di tutto il mondo.

Quando la vernice fresca con cui i porteños dipingevano le navi avanzava, i lavoratori che occupavano le case di latta e lamiere del barrio, ne utilizzavano la parte rimanente per colorare gli esterni delle abitazioni. Questo è rimasto il tratto peculiare dell’intera area, visibile soprattutto presso l’incrocio stradale più fotografato della città, il Caminito e nei vecchi conventillos, oggi botteghe e atelier molto originali anche di derivazione spagnola. L’influenza ispanica non manca nella gastronomia: i numerosi bar serali propongono ottime tapas y vino tinto (specialità porteña è la tapa de asado relleno). Per non parlare delle contaminazioni italiane, qui più che altrove, genovesi: Rancho Banchero (fondato dalla famiglia genovese Banchero) è uno dei ristoranti storici della Boca; ubicato nell’avenida Almirante Brown all’incrocio con calle Suárez, propone cucina popolare argentina e genovese, come la fugazza con queso (focaccia con formaggio) e la fainà (farinata). Il quartiere un po’ più marginale di Palermo, a nord del centro storico vero e proprio della città, è il barrio dei giovani rampanti, un po’ snob, molto fashion, molto hi-tech.

 Si divide in Palermo Hollywood e Palermo Soho e si estende da Calle Santa Fé a Cordoba. La zona di Palermo Soho, ispirata alla Soho londinese, già nello stile architettonico mette in luce un gusto raffinato e la ricerca del dettaglio: qui architetti, disegnatori di moda e giovani designer hanno realizzato studi, showroom, boutique e laboratori che propongono il meglio dell’innovazione del gusto metropolitano. Dall’etno-chic al kitsh al design minimalista stile giapponese.

Anche il gusto viaggia in parallelo e l’offerta gasronomica è piuttosto caratterizzata da ristoranti fusion ed etnici perfettamente in stile col mood del barrio.

 Diversa invece è la Palermo Vieja, la parte più caratteristica del quartiere: Bar 6 (Armenia 1676) è uno dei ristoranti più eleganti tipici dove gustare l’ojo de bife (osso buco) servito con senape, autentica specialità argentina. Più classica e di diretta derivazione ancora una volta italiana è la milanesa (cotoletta).

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